Le misteriose linee di Nazca

Ci lasciamo alle spalle Huacachina e le sue dune nel deserto per giungere in 2 ore e mezza di autobus a Nazca, terza tappa del nostro viaggio.

Nazca è una cittadina di 35mila abitanti che vive prevalentemente di agricoltura e turismo. Quest’ultimo è incentrato sulle visite alle famose linee tracciate nel terreno che ogni anno richiamano migliaia di visitatori da tutto il mondo.

nasca astronauta

Le linee di Nazca sono uno di quei misteri a cui l’uomo moderno non è ancora riuscito a dare una spiegazione. Si pensa siano templi a cielo aperto o messaggi per gli dei. Altre teorie parlano di codici indirizzati agli extraterrestri, altre ancora non azzardano alcuna ipotesi verosimile.

La cosa incredibile è che nonostante siano state realizzate circa 2mila anni fa (tra il 100 a.C. e il 700 d.C.) siano ad oggi visibili e in ottime condizioni. Quello che è certo è che chiunque le abbia disegnate (pare la civiltà Nazca) l’ha fatto in modo tale che durassero nel tempo. Il perhè non si sa. Sono state scoperte solo di recente, nel 1927, quando un aviatore le notò dall’alto del suo aereo. Impossibile infatti individuarle da terra vista la loro dimensione (la più grande misura più di 180 metri di lunghezza).

Frequenti voli partono ogni giorno dal piccolo aeroporto di Nazca (il biglietto varia dagli 80 ai 120 $ a persona) e in un’ora permettono ai visitatori di vedere 12 figure (delle centinaia sparse in questa regione). Nel video che segue ne abbiamo filmate alcune, ovvero Austronaut (astronauta), Hummingbird (colibrì), Spider (ragno), Condor, Tree (albero) e Hands (mani).

E’ affascinante far galoppare la fantasia e immaginare chissà quale messaggio volessero trasmettere con questi disegni giganti…

Sempre a Nazca abbiamo poi visitato lo straordinario acquedotto di Cantayo, un’opera di ingegneria idraulica eccezionale e di una complessità incredibile per quei tempi (540 d.C.). In parte utilizzato ancora oggi. L’acqua che scorre all’interno dei suoi canali è così limpida che quasi non si vede.
E’ stato costruito talmente bene da resistere a importanti terremoti dei secoli scorsi, a differenza di opere ben più moderne andate completamente distrutte.

Stiamo iniziando a conoscere i peruviani: personalmente li immaginavo più solari e calorosi, in realtà sembrano molto riservati ma comunque sempre gentili. Il loro ritmo di vita è mooolto lento rispetto al nostro, e pare non ci sia nulla che possa mettergli fretta. Avremo modo di approfondire meglio nei prossimi giorni.

Ora ci aspetta la lunga trasferta verso Cusco da dove partirà il nostro trekking sul Machu Picchu.

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